Pietre d'inciampo Milano - Temi

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Ogni pietra di inciampo riporta incisi il nome e, quando si hanno,  la data di nascita, quella di arresto, il primo campo di deportazione nell’est Europa, la data ed il luogo di morte. Questi dati raccontano una storia ogni volta diversa perché unica è la persona cui la pietra è dedicata, unica è la sua vita anche in base a questi pochi elementi. Eppure se ci si limita alla singola biografia  -uomini, donne, bambini, anziani, antifascisti, ebrei, renitenti alla leva, rastrellati, Imi, scioperanti, partigiani – si rischia di perdere il contesto in cui gli arresti e le deportazioni sono avvenuti e dunque il senso stesso del monumento diffuso rappresentato delle pietre di inciampo: non solo ridare dignità alle vicende individuali contro la politica di annullamento volta dai nazifascisti, ma anche restituirne appunto la dimensione europea; non esplosione casuale del male, ma cosciente progetto di eliminazione di chiunque non rientrasse nel progetto di costruzione del Nuovo ordine europeo.

In questa sezione dunque verranno via via inseriti vari temi che aiutano a ricostruire il contesto storico, politico, sociale in cui si collocano le singole vicende dei deportati e delle deportate.

Le leggi antiebraiche

Le leggi antiebraiche

Il regime fascista sviluppò la persecuzione antiebraica dall’estate 1938 fino alla Liberazione. La persecuzione si sviluppò in due fasi, separate dal periodo dei “quarantacinque giorni” tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943.

Gli scioperi del 1943 e 1944

Gli scioperi del 1943 e 1944

Gli scioperi del 1943 e del 1944 rappresentano un momento cruciale della resistenza civile al regime fascista e all’occupazione nazista. Esistono tuttavia differenze sostanziali tra le due ondate di proteste, che avvengono in circostanze assai diverse e nascono – almeno in buona parte – da diverse istanze sociali, economiche, politiche e ideologiche.