Costantino Codini
Costantino Codini
Nato il 27/01/1912 a Nibbiola (NO)
Arrestato a Milano il 28/02/1944
Morto a Ebensee il 14/06/1944
Motivo dell'arresto: persecuzione politica
Anno di posa della pietra: 2020
Detenzione: S. Vittore
Deportazione: Mauthausen, Ebensee
Trasporto: 33 (partito da Milano il 04/03/1944, arrivato a Mauthausen il 13/03/1944)
Azienda/Fabbrica: ATM

Pietra in Via Ceresio, 3
Richiesta da Coordinamento 9 municipi per la Memoria. Da Milano a Mauthausen
Costantino Codini, nato nel 1912, lavorava presso l’Azienda Tranviaria Milanese. In seguito all'occupazione nazista aderì attivamente alla Resistenza entrando a far parte del CLN aziendale. A causa della sua attività di opposizione fu arrestato e deportato nel campo di Ebensee, uno dei sottocampi del complesso di Mauthausen. Qui venne impiegato come manovale nel lavoro forzato per conto dell’azienda Solvay.
"Il duro lavoro nelle gallerie, gli scavi sotterranei nel calcare gelido, il rigido clima alpino, l'insufficiente alimentazione e vestiario e calzature troppo leggere, causarono un gran numero di malattie, per cui oltre 1/4 dei prigionieri era costantemente malato grave. Di questo quarto di prigionieri la metà stava stipata in baracche che servivano da infermeria e l'altra metà - anche se esausta ed ammalata - doveva proseguire il lavoro, per morire infine là, oppure nelle baracche dove dormivano i prigionieri".
Testimonianza di Hrvoje .M., 6 settembre 1945.
F. Freund, KZ ZEMENT Ebensee. Il campo di concentramento di Ebensee, Burolo: L'Artigiana, 1990, p. 303.
"Il duro lavoro nelle gallerie, gli scavi sotterranei nel calcare gelido, il rigido clima alpino, l'insufficiente alimentazione e vestiario e calzature troppo leggere, causarono un gran numero di malattie, per cui oltre 1/4 dei prigionieri era costantemente malato grave. Di questo quarto di prigionieri la metà stava stipata in baracche che servivano da infermeria e l'altra metà - anche se esausta ed ammalata - doveva proseguire il lavoro, per morire infine là, oppure nelle baracche dove dormivano i prigionieri".
Testimonianza di Hrvoje .M., 6 settembre 1945.
F. Freund, KZ ZEMENT Ebensee. Il campo di concentramento di Ebensee, Burolo: L'Artigiana, 1990, p. 303.

I militari conducono i mezzi nei giorni dello sciopero generale dei tranvieri del marzo 1944, Archivio Storico A.T.M., numero inventario: ATM_FAR_2395. https://archiviostorico.atm.it/atm-web/detail/IT-ATM-FT0001-003545/i-militari-conducono-i-mezzi-nei-giorni-dello-sciopero-generale-tranvieri-del-marzo-1944 (consultato il 3 maggio 2026).
Costantino Codini, ultimo di quattro figli, nacque a Nibbiola, in provincia di Novara, il 27 gennaio 1912, da Luigi e Margherita Bertini. Muratore di professione, nel 1937 sposò Luigia Morlandi e con lei si trasferì a Milano, dove trovò impiego all’Azienda Tranviaria Milanese (ATM). Il 25 ottobre 1939 nacque il figlio Natale.
Codini lavorava come manovratore tranviere presso il deposito di via Messina[1]. Dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione nazista all’interno dell’azienda iniziarono a formarsi gruppi clandestini a sostegno della Resistenza. Lo stesso Codini entrò a far parte del CLN dell’ATM[2], che svolse un ruolo significativo durante lo sciopero generale dei primi giorni di marzo 1944. I tranvieri, insieme agli operai delle fabbriche, aderirono compatti allo sciopero indetto dall’1 all’8 marzo: la partecipazione fu totale[3]. Il tentativo delle autorità fasciste di mantenere in funzione i tram, ricorrendo a manovratori improvvisati o costringendo con la forza alcuni tranvieri a lavorare causò numerosi incidenti suscitando ulteriore malcontento nella popolazione[4].
Codini il 28 febbraio 1944 venne fermato e trattenuto per alcuni giorni nel carcere di San Vittore. Le ragioni precise dell’arresto non sono indicate nelle fonti; tuttavia il fatto che il fermo sia avvenuto immediatamente prima dell’inizio dello sciopero induce a ipotizzare che fosse sotto sorveglianza e che il suo coinvolgimento nelle attività preparatorie dell’agitazione fosse stato individuato dalle autorità. La mattina del 4 marzo fu poi deportato con il trasporto 33 diretto a Mauthausen. Il convoglio attraversò il Brennero nella notte tra il 4 e il 5 marzo, sostò per circa una settimana a Innsbruck e raggiunse la destinazione il 13 marzo[5]. Qui gli venne assegnata la matricola 57563. Codini venne successivamente trasferito nel sottocampo di Ebensee dove venne impiegato presso la società Solvay per scavare enormi gallerie sotterranee destinate alla produzione di armamenti. Morì all’età di 32 anni: Il registro dei decessi di Mauthausen riporta che la morte avvenne alle 5 del mattino del 14 giugno 1944[6] a causa di insufficienza cardiaca, collasso circolatorio e gastroenterite[7].
Codini lavorava come manovratore tranviere presso il deposito di via Messina[1]. Dopo l’8 settembre 1943 e l’occupazione nazista all’interno dell’azienda iniziarono a formarsi gruppi clandestini a sostegno della Resistenza. Lo stesso Codini entrò a far parte del CLN dell’ATM[2], che svolse un ruolo significativo durante lo sciopero generale dei primi giorni di marzo 1944. I tranvieri, insieme agli operai delle fabbriche, aderirono compatti allo sciopero indetto dall’1 all’8 marzo: la partecipazione fu totale[3]. Il tentativo delle autorità fasciste di mantenere in funzione i tram, ricorrendo a manovratori improvvisati o costringendo con la forza alcuni tranvieri a lavorare causò numerosi incidenti suscitando ulteriore malcontento nella popolazione[4].
Codini il 28 febbraio 1944 venne fermato e trattenuto per alcuni giorni nel carcere di San Vittore. Le ragioni precise dell’arresto non sono indicate nelle fonti; tuttavia il fatto che il fermo sia avvenuto immediatamente prima dell’inizio dello sciopero induce a ipotizzare che fosse sotto sorveglianza e che il suo coinvolgimento nelle attività preparatorie dell’agitazione fosse stato individuato dalle autorità. La mattina del 4 marzo fu poi deportato con il trasporto 33 diretto a Mauthausen. Il convoglio attraversò il Brennero nella notte tra il 4 e il 5 marzo, sostò per circa una settimana a Innsbruck e raggiunse la destinazione il 13 marzo[5]. Qui gli venne assegnata la matricola 57563. Codini venne successivamente trasferito nel sottocampo di Ebensee dove venne impiegato presso la società Solvay per scavare enormi gallerie sotterranee destinate alla produzione di armamenti. Morì all’età di 32 anni: Il registro dei decessi di Mauthausen riporta che la morte avvenne alle 5 del mattino del 14 giugno 1944[6] a causa di insufficienza cardiaca, collasso circolatorio e gastroenterite[7].
Maria Grazia Villaggio
Note:
[1] Scheda Anpi ATM, Archivio Anpi A.T.M. Milano, b. A1a013, scheda n. 12.
[2] Delibera della Commissione per il riconoscimento delle qualifiche partigiane in Lombardia, 20 maggio 1946, con cui Costantino Codini venne riconosciuto partigiano a partire dal settembre 1943. Scheda biografica della sezione ANPI – Comitato Provinciale di Milano,
[3] Tortoreto, Emanuele. Notizie sul movimento operaio in Milano dal 25 luglio 1943 al marzo 1944 [Milano INSMLI, 1956, p. 39.
[4] Tortoreto, Emanuele. Notizie sul movimento operaio in Milano dal 25 luglio 1943 al marzo 1944 [Milano INSMLI, 1956, p. 39.
[5] Tibaldi, Italo. Compagni di viaggio : dall'Italia ai lager nazisti. Milano F. Angeli, 1994, pp. 55-56.
[6] Certificato di morte di Costantino Codini, 14 giugno 1944, 1398381/ ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
[7] Corrispondenza della Croce Rossa Internazionale relativa a Costantino Codini, 2 luglio 1964, f 6.3.3.2 / 93484574/ ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
Documenti
Delibera della Commissione per il riconoscimento delle qualifiche partigiane in Lombardia, 20 maggio 1946, con cui Costantino Codini venne riconosciuto partigiano a partire dal settembre 1943. Scheda biografica della sezione ANPI – Comitato Provinciale di Milano, consultabile al seguente link: https://anpimilano.com/memoria/partigiani-milano-e-provincia/c/codini-costantino-2/(ultima consultazione: 26 marzo 2026).
Certificato attestante la morte di Costantino Codini nel campo di Ebensee. Il documento riporta i dati di Costantino Cedini, il numero di matricola, la data di arrivo a Mauthausen e la data di morte avvenuta il 14 giugno 1944 alle 5.00 del mattino, 1398381/ ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
Pianta della Città di Milano con indicati i CLN locali e i CLN sussidiari ATMI, Istituto nazionale Ferruccio Parri, fondo CLN regionale Lombardia, b. 18, fasc. 101.
Alle pareti degli stabilimenti ATM potevano comparire cartelli di propaganda antifascista, la cui affissione richiedeva estrema prudenza per evitare l’occhio vigile di spie e delatori, spesso presenti tra gli stessi colleghi. Essere colti in possesso di materiale sovversivo significava esporsi all’arresto immediato o direttamente alla morte. AFisec, fondo CLN regionale Lombardia, b. 18, fasc. 101.
