Mario Madè
Mario Madè
Nato il 26/12/1928 a Milano
Arrestato a Milano il 12/03/1944
Morto a Gusen il 05/04/1945
Motivo dell'arresto: persecuzione politica
Anno di posa della pietra: 2023
Detenzione: S. Vittore, Bergamo
Deportazione: Mauthausen, Gusen
Trasporto: 34 (partito da Bergamo il 16/03/1944, arrivato a Mauthausen il 20/03/1944)
Azienda/Fabbrica: Breda

"[...] I turni erano di 12 ore di lavoro. La sveglia era alle 4:05 del mattino. [...]
Il nostro gruppo, incaricato del montaggio delle ali, comprendeva 500 prigionieri per turno. [...] Nel capannone di produzione, la rivettatura ad aria compressa produceva un rumore così forte che non si riusciva a sentire una parola di quello che veniva detto. [...] Ogni reparto era diretto da un supervisore civile non militare (Zivilmeister) e da un Kapo. La maggior parte dei Kapo erano criminali tedeschi. Tenendo un nerbo di bue in mano, controllavano il nostro lavoro. Anche il più piccolo errore era considerato un atto di sabotaggio. La punizione consisteva in 25 frustate sulle natiche. Un russo ne subiva 30 e un ebreo 50. C'erano prigionieri di quasi tutte le nazioni. Solo una piccola parte dei prigionieri era tedesca."
Testimonianza di Host Keimling, prigioniero politico a Gusen, impiegato nella produzione delle ali dell’aereo Messerschmitt 109.
Forced Labour for Messerschmitt GmbH Regensburg, Memoriale di Gusen, reperibile al seguente link: https://www.gusen-memorial.org/en/The-Concentration-Camp-Gusen/Forced-Labour/Forced-Labour-for-Messerschmitt-GmbH-Regensburg.
Consultato il 28 dicembre 2025.

Acquarello di Feliks Julian Znamirowski: “Crocifisso!!!”, 1944. Il prigioniero polacco Znamirowski era assegnato a un comando di lavoro incaricato della verniciatura delle fusoliere e delle ali degli aerei Messerschmitt. Sotto la protezione di un capo civile della Messerschmitt GmbH, per il quale realizzò anche questo acquerello, Znamirowski afferma di aver realizzato, durante il periodo di lavoro, più di 100 dipinti a olio. Egli descrive quest’ultimo come una persona mite, che non puniva con sanzioni fisiche gli errori dei prigionieri a lui assegnati, ma si limitava a esclamare: «Crocifisso!!!». (Collezione privata Reinhard Hanausch, Ratisbona) Forced Labour for Messerschmitt GmbH Regensburg, Memoriale di Gusen, reperibile al seguente link: https://www.gusen-memorial.org/en/The-Concentration-Camp-Gusen/Forced-Labour/Forced-Labour-for-Messerschmitt-GmbH-Regensburg. Consultato il 28 dicembre 2025.
La famiglia e l’inizio del lavoro alla Breda
Mario Madè nacque a Milano il 26 dicembre 1928 da Davide e Angela Gottardi. La coppia oltre a lui ebbe Gabriella, Giovanna e Maria Grazia. Altre due figlie, Silvana ed Elena, nacquero dopo la morte di Mario. Mario Madè lavorava come apprendista elettricista alla II sezione della Breda.
L’arresto
Quando Madè venne arrestato aveva quindici anni. In seguito agli scioperi dei primi giorni di marzo 1944, fu prelevato dalla propria abitazione nella notte del 12 marzo e condotto al carcere di San Vittore[1]. Successivamente venne trasferito a Bergamo, nella caserma Umberto I da dove fu deportato il 17 marzo con il trasporto numero 34 che includeva prigionieri provenienti da diverse città tra cui Torino, Milano, Genova e Savona.
La deportazione a Mauthausen e il trasferimento a Gusen
Il trasporto arrivò a Mauthausen il 20 marzo. Qui Mario Madè venne registrato con la mansione di apprendista giardiniere, gli fu attribuita la matricola 58950 e fu classificato come deportato per motivi di sicurezza (Schutzhäftling)[2].
Dalla documentazione relativa alla sua presenza a Mauthausen è possibile ricostruire, almeno in parte, ciò che gli accadde dopo l’arrivo. Quattro giorni più tardi, il 24 marzo, Mario fu trasferito al campo di concentramento di Gusen, sottocampo del lager principale di Mauthausen. Nella sua scheda personale risulta che a Gusen fu inizialmente impiegato all’interno del magazzino del vestiario, mansione che ricoprì fino al 20 giugno 1944[3].
Il lavoro forzato per la Messerschmitt
A partire dal 21 giugno 1944, Mario Madè fu impiegato, sempre nel campo di Gusen, nella catena di produzione dell’azienda aeronautica tedesca Messerschmitt. Il lavoro come apprendista operaio fu interrotto da alcuni ricoveri presso l’infermeria del campo, probabilmente dovuti a infortuni avvenuti durante le ore di lavoro. Si hanno ancora sue notizie nell’ottobre del 1944 quando riprese a lavorare nel cantiere della Messerschmitt GmbH[4]. Morì a Gusen il 5 aprile 1945[5], poche settimane prima della liberazione del campo. Aveva da qualche mese compiuto 17 anni.
- ITS Digital Archive, Arolsen Archives
[1] G. Valota, Streikertransport. La deportazione politica nell'area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945, Guerini e Associati, Milano, 2007, p. 353.
[2] Scheda di registrazione di Mario Madè a Mauthausen - Häftlings-Personal-Karte Mario Madè, DocID: 1603207 (Mario Madè), ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
[3] Scheda di Madè Mario, Doc ID: 1603207 (Mario Madè), ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
[4] Scheda di Madè Mario, Doc ID: 1603207 (Mario Madè), ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
[5] G. Valota, Streikertransport. La deportazione politica nell'area industriale di Sesto San Giovanni 1943-1945, Guerini e Associati, Milano, 2007, p. 353.
Scheda di registrazione di Mario Madè a Mauthausen - Häftlings-Personal-Karte Mario Madè, DocID: 1603207 (Mario Madè), ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
Il documento fornisce informazioni sulla permanenza di Mario Madè nel campo di Gusen. Dalle annotazioni emerge che Madè venne registrato come apprendista (Lehrling), con una formazione indicata come giardiniere (Gärtner). Le successive note manoscritte documentano i suoi spostamenti tra i diversi settori del campo: inizialmente fu assegnato al magazzino vestiario (Bekleid. Lager), per poi essere inserito in una delle squadre di lavoro della Messerschmitt. La dicitura Revier fa invece riferimento all’infermeria del campo, attestando un periodo di permanenza di Mario Madè all’interno di questa struttura.
Scheda di Madè Mario, Doc ID: 1603207 (Mario Madè), ITS Digital Archive, Arolsen Archives.
