Pietre d'inciampo Milano - Biografia

Ermanno Sola

La Pietra d’inciampo in via Arbe 55 dedicata a Ermanno Sola

Ermanno Sola


Nato il 12/04/1927 a Trieste il 15/12/1944

Motivo dell'arresto: persecuzione politica


Anno di posa della pietra: 2026
Deportazione: Ludwingshafen am Rhein

Pietra in Via Arbe 55
Richiesta da Municipio 2

Ermanno Sola nasce a Trieste il 12 aprile 1927 da Francesco e da Anna Polacco. Si trasferisce a Milano insieme alla famiglia nel 1937. Non c'è documentazione certa del momento in cui viene in contatto con il movimento partigiano. Viene arrestato sulle montagne di Lecco nel giugno 1944 e deportato in Germania nel luglio 1944. È lavoratore civile a Ludwigshafen am Rhein in Renania nel Palatinato. Il 15 dicembre 1944 muore a seguito di un bombardamento aereo alleato presso la fabbrica I.G. Farben. Inizialmente sepolto nel cimitero di Ludwigshafen, la sua salma è stata riesumata e traslata a Francoforte sul Meno nel Cimitero Militare Italiano d’Onore.

 Prima della partenza decisi di andare al Comando SS tedesche pregando di ridarmi mio figlio. Qui mi facevano un documento per entrare in caserma e vedere mio figlio che come ribelle doveva poi essere internato in Germania. Ho potuto vederlo e mi disse che in quella notte sarebbe avvenuta la partenza. A mezzanotte mi trovavo in stazione a Torino; i cancelli si aprivano: erano i settecento deportati che scortati da quegli assassini venivano rinchiusi in dodici carri bestiame. Mio figlio mi vide e mi gridò: "Coraggio mamma! Salutami papà, Carla e Alberto!"
La mattina seguente erano in arrivo a Milano allo scalo Farini. Mi avvicinai alla tradotta: i compagni di mio figlio mi diedero indirizzi e numeri telefonici per avvisare i loro
cari. Avvisavo le famiglie ed in pochi minuti centinaia di persone si trovavano lì a salutare i loro cari, forse per l'ultima volta. Il 22 luglio 1944 mi allontanavo da mio figlio per cercargli da mangiare ma ritornata il treno non c'era già più.
lo raggiunsi a Pioltello, chiamai mio figlio che vedendomi si avvicinò ad un'inferriata gridando: "Mamma fatti forte, ritornerò presto!": Il treno partiva portando con sé settecento deportati verso un "lager" della Germania, verso la morte. Il 22 marzo 1945 l'Ufficio assistenza sociale mi comunicava che mio figlio era morto il 20 dicembre 1944 ed era stato sepolto nel cimitero degli stranieri a Ludwigshafen. Così si svolgeva la deportazione dei nostri cari figli morti martiri per la crudeltà nazifascista.
[....]
Faccio presente a questo spettabile Comando Alleato che avendo il marito infermo di mente in seguito all'altra guerra mondiale e cioè inabile al lavoro; un figlio ferito, in questa guerra, mi è impossibile sostenere. le spese necessarie al mio più grande desiderio: poter cioè trasportare a Milano la salma del mio caro figlio morto in prigionia.
Prego questo Comando Alleato affinché voglia concedermi questa grazia. Mio figlio: SOLA ERMANNO si trova sepolto nel cimitero degli stranieri a Ludwigshafen sul Reno
Lettera di Anna Sola senza data al Comando Alleato.

Scheda Biografica di Ermanno Sola ANPI Milano.

Da Trieste a Milano

Ermanno Sola nacque a Trieste il 12 aprile 1927, era il figlio minore di una famiglia di origini triestine. Francesco, il padre, vi era nato il 15 agosto 1884. Anna Polacco, la madre, il 9 febbraio 1894, Carla, la sorella maggiore, il 24 maggio 1915, Alberto, il fratello maggiore, il 6 novembre 1919 [1].

Il cognome di Francesco Sola era originalmente Sollak. Ingegnere, parlava bene quattro lingue: italiano, tedesco, serbo-croato, inglese. Prima della Grande guerra abitò con la giovane moglie a Vienna e a Lubiana. A Vienna era ufficiale addetto alle telecomunicazioni sul Danubio. Navigò poi come ingegnere di macchina in Africa ed in Asia. Partecipò alla Prima guerra mondiale come ufficiale del reparto radiotelegrafico della marina militare austro-ungarica. Alla fine della guerra, a seguito della dissoluzione dell'impero austriaco, scelse la cittadinanza italiana e si impiegò su una nave posa cavi sottomarini per l’Italcable[2].

A Trieste la famiglia abitò in via Madonna del Mare conducendo una vita agiata che permetteva loro di coltivare molteplici interessi: culturali, letterari, musicali e sportivi.

Le memorie delle nipoti Annagrazia e Rosella Sola riferiscono episodi di una vita serena.

La situazione progressivamente degenerò con l'avvento del fascismo al potere. Il processo di italianizzazione della vita civile, imposto dal nuovo regime, condusse al cambiamento del cognome in Solla, ma un errore di trascrizione lo ha poi trasformato in Sola. Anche la perdita di questo elemento identitario fu per la famiglia motivo di sofferenza.

Nel maggio del 1937 Francesco Sola si trasferì a Milano in via Arbe 55, seguito pochi mesi dopo, nel novembre, dal resto della famiglia.

Ermanno era studente, stava seguendo un corso di elettronica, ma non fece in tempo a terminare gli studi. Era un ragazzo alto e atletico, amava gli sport. Tutti in casa ripetevano che così giovane si era costruito da solo una radio per poter ascoltare “Radio Londra”. Viveva e studiava a Milano e andava spesso in montagna[3].
Le bande partigiane nel lecchese

Come scrisse la madre in una lettera al comando militare alleato dopo la fine della guerra cercando aiuto per riportare il corpo del figlio in patria: “Il 25 giugno 1944 i nazifascisti compivano un rastrellamento contro i partigiani nelle montagne di Lecco, ove si trovava mio figlio”[4].

Dopo l'8 settembre 1943 nacquero nella città di Lecco e sulle montagne limitrofe le prime azioni e i primi gruppi di resistenti. Durante tutto l'inverno '43 erano poco coordinati tra loro e subirono da subito la reazione dei tedeschi occupanti e delle milizie fasciste in costituzione. Il primo segnale di ripartenza per il movimento partigiano furono gli scioperi del marzo 1944. Nella primavera/estate 1944, si verificò un progressivo afflusso di persone in montagna.

La defezione di massa dei chiamati alle armi dalla Repubblica sociale fu un fenomeno rilevante. Con i renitenti arrivarono anche gli operai ricercati dopo gli scioperi, studenti, Gap milanesi che dovevano lasciare la città. Spesso erano vestiti in modo inadeguato, per tutti era perciò essenziale trovare cibo, indumenti adatti e soprattutto, ciò che preoccupava di più i gruppi organizzati, armi e munizioni.

In primavera la composizione del movimento lecchese era ancora per bande, divise tra quelle di ispirazione politica, prevalentemente comunista, in alta Valsassina e Valtellina, e quelle promosse dai militari, nella zona delle Grigne.

A fine maggio l'afflusso si ingrossò, i fronti alleati stavano avanzando, il tempo dell'insurrezione sembrava vicino; molti giovani, che salivano in valle e in montagna senza preparazione e armi, venivano spostati in zone differenti a seconda dei bisogni e delle necessità. Fu il momento di un salto di qualità per il movimento. In Valsassina si formò una specie di zona libera. Due azioni militari in cui agirono insieme diversi distaccamenti, suscitarono clamore. A fine giugno la situazione era diventata insostenibile: per i tedeschi si trattava di ristabilire il controllo del territorio e soprattutto le vie di collegamento, per i fascisti a ciò si aggiunse l'acredine per il minor consenso della popolazione e la diminuita credibilità ed efficacia del potere della Repubblica sociale. Tra il 24 e il 15 giugno iniziò un importante rastrellamento, preparato con metodo più dai tedeschi che dai fascisti. Alcune informazioni erano arrivate alle formazioni partigiane, alcuni gruppi inoltre la mattina del 25 vi era una pioggia torrenziale. Molti uomini disarmati preferirono andarsene, altri, che non conoscevano bene la zona o che, avendo perso i contatti, rimasero isolati, finirono catturati dai tedeschi.

È probabilmente ciò che capitò ad Ermanno Sola.
Adesione ideale all’antifascismo militante

Sola era nato nel 1927, non era quindi tra le classi d'età chiamate al servizio militare dalla Repubblica di Salò, la sua non fu perciò una diserzione. Per formazione e cultura famigliare aveva maturato un senso critico e di ostilità verso il regime fascista. Le nipoti Annagrazia e Rosella Sola, riferendo quella che definiscono una “testimonianza” di Alberto, loro padre, ritengono che Ermanno svolgesse la funzione di “collegamento” tra alcune formazioni lecchesi e Milano[5]. È possibile che, ad esempio grazie alla frequentazione degli ambienti escursionistici lecchesi, notoriamente di orientamento antifascista, Ermanno abbia svolto qualche incarico o consegnato messaggi, la funzione di “collegamento” (la così detta staffetta) fu a tal punto essenziale, sia sul piano logistico che su quello della sicurezza nella clandestinità, che risulta improbabile non aver lasciato traccia né nella documentazione archivistica né nella memorialistica.

C'è poi, e non sarebbe in contraddizione con le precedenti, l'ipotesi di una scelta esistenziale e prepolitica, diremmo quasi una scelta per “spirito di avventura e ribellione”. Di certo, il 25 giugno 1944, Ermanno Sola perse la libertà e poco dopo la vita. Dopo l'arresto in seguito al rastrellamento iniziò una peregrinazione complicata e per alcuni versi inusuale.

Il suo nome è compreso, insieme a quello di altri sei uomini per lo più giovani, “partiti per la Germania” il 25/06/1944[6]. Nel medesimo documento si precisa che il Sola sia partito “col Com. SS”, sia cioè stato preso in carico da subito direttamente dal sistema tedesco, senza una destinazione già definita da una lettera d'ingaggio. Si potrebbe spiegare così il provvisorio trasferimento alle Casermette di Borgo San Paolo a Torino.

Prima dell'arrivo a Torino è possibile che da Lecco sia transitato, senza registrazione alcuna, a Sesto San Giovanni, dove, già a partire da ottobre 1943, nella sede delle scuole commerciali Mario Galli, si era insediato un centro di raccolta di lavoratori destinati alla Germania gestito dalla GBA (Generalbevollmächtigter für den Arbeitseinsatz).

A Torino Ermanno Sola il 20 luglio 1944 fu caricato su un convoglio con destinazione la fabbrica IG Farben di Ludwigshafen. Fece scalo a Milano, dove lo raggiunse la madre. Si salutarono definitivamente il 22 luglio.
Al servizio delle industrie tedesche in Germania

La IG Farben nacque il 2 dicembre 1925 dall'unione di BASF, Bayer, Agfa, Hoechst, Griesheim-Elektron e Weiler-ter Meer. La fusione diede vita ad una delle più grandi aziende chimiche del mondo, fondamentale per l'economia tedesca grazie alla produzione di gomma sintetica (Buna), carburanti sintetici, prodotti farmaceutici e una vasta gamma di altre produzioni a scopo bellico e non. Già negli anni precedenti alla guerra beneficiò delle politiche economiche naziste.

Ermanno il 31 luglio fu preso in carico da I.G. Farbenindustrie di Ludwigshafen e alloggiò nel campo (lager) VI annesso alla fabbrica[7]. Privi di rifugi, questi campi durante i bombardamenti si trasformavano in trappole mortali, senza alcuna possibilità di proteggersi o difendersi.

Ermanno vi morì il 15 dicembre 1944. Aveva 17 anni.

Mauro Oggioni

Archivi consultati:
  • Archivio Fondazione Isec di Sesto San Giovanni
  • Archivio Istoreto
  • Archivio Insmli
  • Archivio Anpi provinciale Milano
  • Archivio Anpi Lecco
  • Archivio di stato Milano
  • Archivio storico Arcivescovado Torino
  • Archivio storico ospedale Policlinico di Milano
  • Archivio Arolsen

Note:

[1]  I dati anagrafici sono desunti da una ricerca presso gli uffici storici dell'Anagrafe di Trieste e Milano.

[2] Le notizie sulla famiglia, compresa quella riguardo al cognome Sollak ed alle modificazioni successive, sono desunte da una serie di memorie scritte, che le nipoti di Ermanno Sola, Annagrazia e Rosella, mi hanno recapitato il 17 febbraio 2026.

[3]   Ibid

[4] Archivio Fondazione Isec, fondo Carlo Travaglini, busta 1, fascicolo 10, lettera di Anna Sola, senza data.

[5] Vedi nota 2

[6] Direzione generale archivi/Archivio di Stato di Milano, lettera del 29/08/2025 indirizzata a Gabriele Fontana, oggetto: richiesta documentazione relativa a Ermanno Sola-classe 1927, firmata dott. Stefano Leardi, referente per l'istruttoria Barbara Interlandi

[7] Vedi Arolsen Archives, Doc-ID 108398418




Documenti
Lettera di Anna Sola.
Archivio Fondazione Isec, fondo Carlo Travaglini, busta 1, fascicolo 10, lettera di Anna Sola, senza data.
Richiesta di assistenza per la famiglia Sola rivolta all’Ufficio Organizzazione ANPI - Scheda biografica Anpi Milano.