Pietre d'inciampo Milano - Famiglia

Famiglia Winter-Kuh

Pietra in via Luisa Sanfelice, 12
Richiesta da Associazione Le tracce

Marye Kuh Meta

Nata il 12/08/1902. Arrestata a Milano il 28/05/1944. Assassinata ad Auschwitz.

Motivo dell'arresto: persecuzione razziale

Nella foto è ritratto Alfredo Winter (bambino sulla destra). La fotografia è tratta da La storia di Alfredino Winter e una mostra per ricordarlo, in "QUATTRO", n. 102, gennaio 2009, p. 5.

Alfredo Winter

Nato il 30/03/1935. Arrestato a Milano il 28/05/1944. Assassinato ad Auschwitz il 30/06/1944.

Motivo dell'arresto: persecuzione razziale

Karoline Mayer

Nata il 23/07/1869. Arrestata a Milano il 28/05/1944. Assassinata ad Auschwitz il 30/06/1944.

Motivo dell'arresto: persecuzione razziale

Pietra in via Luisa Sanfelice, 12
Richiesta da Associazione Le tracce

In sintesi

La famiglia tedesca Winter-Kuh si trasferì dalla Germania  a Milano alla fine del 1937 sperando di salvarsi così dalle misure antiebraiche nazise. Ma quello in Italia si rivelò per loro un “rifugio precario” e la famiglia fu vittima delle misure antiebraiche italiane e poi nell’estensione della Shoah. La sua storia è quella di una famiglia separata con la forza, tra internamento, malattia e deportazione.

“Il problema degli ebrei in Germania va diventando sia dal punto di vista politico, sia da quello umano sempre più grave. Da un lato le possibilità di vita per gli ebrei tedeschi vanno riducendosi ogni giorno più [...]. D’altra parte la possibilità di sistemare questa massa di uomini in gran parte appartenenti alla borghesia intellettuale in altri paesi diventa sempre più problematica. La crisi che impera sovrana ovunque limita le possibilità di lavoro per i cittadini di ciascun paese e perciò tanto più per gli stranieri. Già le organizzazioni sindacali dei vari paesi  in previsione si preoccupano di ciò, e questo prepara un ottimo terreno alla propaganda antisemitica che dalla Germania si diffonde nei paesi più vicini. Perfino in Italia ove fino a questo momento nessun afflusso di profughi si è determinato si sente alzarsi qualche grido di allarme, e già qualche giornale ha accennato alla necessità di stabilire una percentuale per gli ebrei nell’esercizio delle professioni e all’introduzione di un numerus clausus nelle università

Lettera di Angelo Sacerdoti, Rabbino capo di Roma a Mussolini, 10 luglio 1933

L’immagine, scattata tra il 1935 e il 1938, raffigura un gruppo di uomini davanti a una bacheca di propaganda nazista collocata in Schlossplatz, a Worms. Nella bacheca sono esposte scritte di incitamento all’odio antisemita, tra cui la frase “Die Juden sind unser Unglück” (“Gli ebrei sono la nostra disgrazia”), slogan diffuso dal giornale antisemita Der Stürmer. Archivio comunale di Worms, sezione fotografica, H 2699 (P6143330).

La famiglia Winter-Kuh

Nel dicembre del 1937 la famiglia ebrea Winter-Kuh-Meyer, originaria di Worms, si era stabilita in Italia. Era composta da Emil Winter, macellaio, nato il 7 dicembre 1903, dalla moglie Meta Marie Kuh, casalinga, nata il 12 agosto 1902, dal figlio Alfred nato il 30 marzo 1935 e dalla madre di Meta Marie,  Karoline Meyer nata a Pfeddersheim il 23 luglio 1869.

A Worms la famiglia aveva vissuto nello stesso stabile in cui si trovava la macelleria che Julius, marito di Karoline, aveva avviato nel 1902. Alla sua morte nel 1916, la gestione era passata al figlio Hermann, fratello di Meta Marie che, in in seguito, fu affiancato dal cognato Emil. A causa delle misure antisemite introdotte dal regime nazista, la macelleria dovette chiudere, e la famiglia nel corso del 1937 decise di lasciare la Germania[1] e di stabilirsi a Milano dove dal 1934 viveva già Hermann Kuh con la moglie Augusta Vorgeitz. Della vita della famiglia si hanno poche notizie. Emil a Milano proseguì la sua attività insieme al cognato Herman: entrambi continuarono a lavorare nella produzione e commercializzazione di insaccati.
L’internamento di Emilio

Allo scoppio della guerra il Ministero dell’interno stabilì l’internamento degli ebrei di nazionalità straniera e il 6 febbraio 1941 Emil venne arrestato[2] e dopo un periodo di detenzione nel carcere di San Vittore[3], venne internato nel campo di Urbisaglia in provincia di Macerata[4]. Meta Marie, pochi mesi più tardi, chiese e ottenne il permesso di recarsi per qualche giorno, insieme al figlio, dal marito[5]. Rientrata a Milano, qualche settimana più tardi, a seguito di alcuni controlli medici, scoprì di essersi ammalata e dovendosi sottoporre ad un’operazione chirurgica, inviò diverse istanze affinché il marito potesse recarsi a Milano: “La sottoscritta sofferente da qualche tempo di acuti dolori al lato destro del petto si decise a recarsi da un medico specialista, per una visita, che diagnosticò trattarsi di un tumore alla mammella destra per cui è indispensabile un urgente intervento chirurgico. Data la gravità e l’urgenza della cosa la sottoscritta prega codesto Ministero di voler concedere al proprio marito una licenza per assisterla nel doloroso frangente ed accudire il figlio in tenera età (sei anni)”[6].
L’intercessione del Vaticano

Nelle richieste di visita al marito e di ricongiungimento familiare la famiglia potè beneficiare dell’intercessione da parte della Santa Sede. La richiesta al Vaticano arrivò tramite la Compagnia di San Paolo che il 2 ottobre 1941 indirizzò una lettera a Monsignor Dell'Acqua, Segretario di Stato della Città del Vaticano, affinché potesse intercedere per il caso della famiglia Winter[7]. All’epoca la Congregatio pro negotiis ecclesiasticis extraordinariis - organismo che aveva valenze analoghe a quelle di un ministero degli affari esteri - si occupava delle diverse istanze presentate da ebrei, battezzati e non che, a seguito delle persecuzioni nazi-fasciste. L’8 ottobre 1941 il Cardinale Segretario di Stato, attraverso il gesuita Pietro Tacchi Venturi, chiese che venisse accolta la domanda di Emili Winter di recarsi per qualche giorno a Milano per fare visita alla moglie gravemente malata[8]. Il 15 ottobre a Emil fu concessa una licenza di dieci giorni per ritornare da Meta Marie[9].
L’arresto e la deportazione

Dopo l’8 settembre 1943 si perdono le tracce di Emil mentre il resto della famiglia si trovava a Milano. Qui il 27 maggio 1944, Meta Marie e la madre vennero arrestate. E’ possibile che, al momento dell’arresto, Alfred non si trovasse insieme alla mamma e alla nonna dato che risulta essere stato arrestato il giorno successivo, il 28. Tutti e tre vennero inizialmente condotti alle carceri di San Vittore per poi essere trasferiti nel campo di Fossoli. Il 26 giugno, con il trasporto 56, Alfred, la madre e la nonna vennero deportati ad Auschwitz dove furono tutti uccisi all’arrivo.
La confisca dei beni e il rientro di Emili

Nel frattempo, i beni che si trovavano nell’appartamento di via Luisa Sanfelice 12, dove la famiglia aveva vissuto dal 1937, vennero sottoposti a confisca da parte dello Stato a seguito del decreto della Prefettura di Milano del 21 giugno 1944[10]. Ogni bene appartenente alla famiglia, venne affidato alla gestione dell’EGELI che, tramite il Monte di Credito su Pegno di Milano[11], fece inventariare tutti gli oggetti rinvenuti all’interno dell’abitazione, beni che furono restituiti a Emil nell’agosto del 1945. Emil, rientrato a Milano nel mese di maggio; iniziò a lavorare nella ditta di insaccati “Wurstel Ruh” insieme a Ernst Roedner e Paul Schwenk suoi ex compagni di prigionia conosciuti nei mesi di internamento nel campo di Urbisaglia[12].
Maria Grazia Villaggio

Archivi consultati:
  • Archivio Centrale dello Stato, Roma
  • Archivio comunale di Worms
  • Archivio di Stato, Milano
  • Archivio Storico Intesa Sanpaolo
  • Archivio Storico della Segreteria di Stato del Vaticano

Note:

[1] Scheda biografica di Karoline Meyer, Archivio Comunale di Worms, Le informazioni sono tratte dalla documentazione "Die Wormser Juden 1933 bis 1945" consultabile al seguente link: http://www.wormserjuden.de/  [Consultato il 5 dicembre 2025].

[2] Richiesta di Emil Winter al Ministero degli Interni, 7 settembre 1942, ACS, MI, DGPS, AGR, A 4 bis, b. 114.

[3] Lettera dell’avvocato di Emil Winter alla Direzione Generale di Polizia di Roma, 15 febbraio 1941, ACS, MI, DGPS, AGR, A4 bis, b. 114.

[4] Comunicazione indirizzata a Monsignor Dell’Aquia, 2 ottobre 1943, Archivio Storico della Segreteria di Stato del Vaticano, fondo AA.EE.SS., serie “Ebrei”, anno 1938-1944, fasc. 164.

[5] Comunicazione della Questura di Milano, 31 maggio 1941, ACS, MI, DGPS, AGR, A4 bis, b. 114.

[6] Richiesta di Meta Marie Kuh inoltrata al Ministero degli Interni, 4 agosto 1941, ACS, MI, DGPS, AGR, A 4 bis, b. 114.

[7] Lettera della Compagnia di San Paolo a Monsignor dell'Acqua, 2 ottobre 1941, Città del Vaticano, Archivio Storico della Segreteria di Stato - Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali (ASRS), Fondo Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari (AA.EE.SS.), Pio XII, parte I, serie Ebrei, Pos. 164, f. 125, reperibile alla URL: https://drive.usercontent.google.com/, [consultato il 5 ottobre 2025].

[8] Lettera di Pietro Tacchi Venturi, 8 ottobre 1941, ACS, MI, DGPS, AGR, A4 bis, b. 114: “Winter Emilio”.

[9] Lettera di Pietro Tacchi Venturi al Cardinale Luigi Maglione, 15 ottobre 1941, Città del Vaticano, Archivio Storico della Segreteria di Stato - Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali (ASRS), Fondo Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari (AA.EE.SS.), Pio XII, parte I, serie Ebrei, Pos. 164, f. 131, reperibile alla URL: https://drive.usercontent.google.com/, consultato il 5 ottobre 2025.

[10] Provvedimento per l’immediata consegna dei beni a Winter Emilio, 24 agosto 1945, ASMi, Prefettura di Milano, Gabinetto II serie, pratiche ebrei, confische, b. 19, fasc. Winter Emilio.

[11] Comunicazione dell’EGELI, 11 novembre 1944, Archivio Storico Intesa Sanpaolo, Patrimonio Cariplo (ASI-CAR), Fondo Egeli, cart. 129, fasc. 11: “Winter Emilio”.

[12] S. Roedner, L'orologio di Armin. L'Europa, due guerre, una famiglia, Marinotti, 2002, p. 214.




Documenti
Elenchi di stranieri di razza ebraica e di nazionalità ex austriaca - Germanica - Polacca entrati nel Regno dopo il 1° gennaio 1919. Nell’elenco compaiono i nomi di Emil Winter, Karoline Meyer e Meta Marie Kuh entrati in Italia ai primi di dicembre del 1937, ACS, MI, DGPS, Cat. A16 ebrei stranieri, b.12.
Meta Marie Kuh, ammalata da tempo, il 2 settembre 1941 inviò un’istanza per chiedere che fosse concessa una licenza al marito in modo da poterle stare accanto, 2 settembre 1941, ACS, MI, DGPS, AGR, A 4 bis, b. 114.