Famiglia Sorelle Revere
Pietra in viale Monza 90
Richiesta da Massimiliano Colombi
Pietra in viale Monza 90
Richiesta da Massimiliano Colombi
In sintesi
Tutti gli ebrei, anche se discriminati, a qualunque nazionalità appartengano, e comunque residenti nel territorio nazionale debbono essere inviati in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni, mobili ed immobili, debbono essere sottoposti ad immediato sequestro, in attesa di essere confiscati nell’interesse della Repubblica Sociale Italiana, la quale li destinerà a beneficio degli indigenti sinistrati dalle incursioni aeree nemiche.
Ordinanza di polizia n. 5 del 30 novembre 1943 che disponeva l’arresto di tutti gli ebrei, ACS, MI, DGPS, AGR, A5G, b. 151.

La famiglia Revere. Gita in Brianza, primi anni Venti. Da sinistra: Olga, il padre Massimiliano, la madre Emilia, Nina, Ida. Seguono tre membri della famiglia identificati nelle fonti come Lisetta, Luigi e Ninetto Archivio privato Famiglia Guarrera Revere.
Vita familiare a Milano
Olga e Ines Revere — nate a Mantova rispettivamente il 30 marzo 1897 e il 2 aprile 1902 - erano due sorelle appartenenti a una famiglia ebraica. Figlie di Massimiliano ed Emilia Revere, crebbero insieme ai fratelli Ida, Nina e Ruggero. In data non precisata, la famiglia Revere si trasferì a Milano dove già risiedeva uno zio. Non si hanno informazioni dettagliate sulla vita delle due sorelle: entrambe nubili vivevano con la madre Emilia in viale Monza e lavoravano presso la propria abitazione come pellicciaie e modiste, realizzando lavori su commissione per clienti privati.
Gli anni della guerra
Nel 1941 Nina, sorella di Olga e Ines, morì a causa di una malattia e furono le due zie a prendersi cura dei suoi figliRenato e Riccardo accogliendoli nella propria abitazione. Quando iniziarono i bombardamenti più pesanti su Milano, parte della famiglia lasciò la città per sfollare a Magognino[1], nei pressi di Stresa, sul Lago Maggiore, dove trovò ospitalità presso l’abitazione di alcuni contadini[2]. La madre Emilia faceva da spola tra Milano e il Lago Maggiore mentre Olga e Ines decisero di restare in città, dove molto probabilmente continuarono a lavorare.
L’arresto e la deportazione
Il 30 novembre 1943, con l’occupazione tedesca, le autorità fasciste emanarono l’ordine di polizia n. 5 che dispose l’arresto e l’internamento di tutti gli ebrei. Olga e Ines vennero arrestate “per ragioni razziali”[3] il 3 dicembre 1944, portate al Commissariato di Turro e poi a San Vittore[4]. Due settimane dopo il loro ingresso a San Vittore, il 18 dicembre 1943, Olga e Ines furono trasferite nel braccio tedesco del carcere, dove rimasero fino al 30 gennaio 1944. Quel giorno furono caricate sul convoglio n. 24 diretto ad Auschwitz dove arrivarono il 6 febbraio; data e luogo di morte rimangono ignoti. Il resto della famiglia riuscì a sopravvivere alla guerra.
- Archivio Centrale dello Stato, Roma
- Archivio di Stato, Milano
- Archivio Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, Milano
- Archivio Storico Intesa Sanpaolo
- Arolsen Digital Archives
- Yad Vashem. The World Holocaust Remembrance Center
- Fondazione Memoria della Deportazione – Biblioteca archivio Pina e Aldo Ravelli
[1] Verbale di requisizione dei beni, 11 dicembre 1943, ASMi, Fondo Prefettura di Milano, Gabinetto II serie, pratiche ebrei, confische, b. 29, fasc.: “Revere Emilia”.
[2] Testimonianza di Renato Guerrera, gennaio 2003, Fondo Vicissitudini dei singoli, Serie I, b. 21, fasc. 621: “Revere Olga e Ines”.
[3] Copie conformi agli originali dei verbali di arresto di Olga e Ines Revere, fermate il 3 dicembre 1943 e inizialmente condotte al Commissariato Greco Turro di Milano, AAned Milano, fondo Aned Milano, b. 69, fasc. 24: “Revere Ida”.
[4] Olga venne registrata con la matricola 51 e Ines con la 52. Registro di iscrizione dei detenuti Carceri Giudiziarie di Milano 1940-1945, ASMi, Fondo giudiziarie di Milano Serie Registri di iscrizione dei detenuti, registro n. 219.



